SAN VITO SULLO IONIO

Le prime documentazioni disponibili sul Comune di San Vito risalgono alla presenza dei Normanni. Nel XII secolo il Conte Ruggero I si insediò con i suoi cavalieri in epoca poco posteriore alla fondazione del vicino Comune di Cenadi. Il toponimo riflette il nome del Santo Patrono. Già San Vito, assunse la denominazione San Vito sul Ionio con un regio decreto del 1863. In seguito divenne comune la dizione “sullo Ionio”. Baronia dei Gironda, sul finire del XV secolo, fu aggregata al principato di Squillace, passando, nella prima metà del Seicento, alla nobile casata dei Fosselli. Assegnata successivamente ai Ravaschieri, fu da questi venduta ai Caracciolo di Girifalco, i quali, dopo un periodo di reggenza da parte di un’altra linea della famiglia, nel XVIII secolo ne recuperarono il possesso conservandolo fino al crollo del sistema feudale sancito dalle leggi napoleoniche. Distrutta in gran parte dal terremoto che sconvolse la Calabria nella seconda metà del Settecento, col nuovo ordinamento amministrativo dato dai francesi al regno di Napoli, all’inizio del XIX secolo, fu inclusa dapprima nel cosiddetto governo di Gasperina e poi tra i Comuni del circondario di Chiaravalle Centrale.

Chiesa della Santissima Annunziata

Chiesa di San Vito Martire

Il Comune di San Vito è ricco di edifici importanti da un punto di vista storico-architettonico, come ad esempio la Chiesa della Santissima Annunziata, luogo di culto di antica realizzazione. Già nel 1585 era sede della Confraternita del SS. Rosario, detta anche del Saltiero. L’esistenza di questa Chiesa è legata all’adorazione della Madonna del Rosario, invocata da Pio V in uno scontro militare culminato in una cruenta battaglia navale e vinto poi dai cristiani. A seguire, all’interno della Chiesa della SS. Maria Annunziata edificata nel XVI secolo, ritroviamo una bellissima interpretazione dell’immagine della Madonna, opera dello scultore G. Malecore di Lecce. Sempre all’interno di questa Chiesa ritroviamo un magnifico dipinto eseguito dal Pignatari raffigurante l’incoronazione della Vergine. Gli effetti cromatici sono splendidi, ottenuti dall’accostamento di diversi toni del blu e delle terre rosse, che giunge sino ai toni bianchi luminosi delle vesti.

Lago Acero

La neoclassica chiesa parrocchiale è un altro degli interessanti edifici religiosi del Comune. Dedicata a San Vito Martire, si presenta come un imponente edificio dalle caratteristiche monumentali tipiche del tardo 1700, è uno degli edifici di culto più importanti della zona, per via delle sue caratteristiche costruttive, per l’organizzazione planimetrica degli spazi e per l’inserimento nel contesto urbano del Comune. Continuando ad osservare gli edifici di natura religiosa bisogna far tappa presso i suggestivi ruderi del Convento dei Padri Carmelitani, le cui sezioni murarie denotano il carattere austero ed imponente di quello che doveva essere l’edificio originario.

Ruderi del Convento dei Padri Carmelitani

Nelle prossimità dell’ex Convento esisteva uno dei più importanti mulini ad acqua della zona, utilizzato per la lavorazione del grano, ed attigua alle rovine del Convento ritroviamo la Chiesa del Carmelo del XVIII secolo. San Vito era noto per le fiorenti attività agricole e artigianali. La sua economia ruotava attorno ai mulini ad acqua, alla coltivazione del gelso, alla lavorazione della seta ed al commercio delle particolarissime pipe in radica. Oggi San Vito è rinomato per la produzione della mozarella. A pochi chilometri dal centro abitato, tra boschi di conifere e latifoglie, si trova poi il lago Acero, un piccolo lago artificiale circondato da aree attrezzate per il picnic dove si pratica la pesca sportiva e si trascorrono ore piacevoli.

Paesaggio

 

Testi e immagini sono tratti dalla pubblicazione “Le Terre del Sole“. Foto di Giuseppe Burdino.